Membro mafia calabrese ricorre al TPF contro estradizione


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Il Tribunale penale federale di Bellinzona.

KEYSTONE/TI-PRESS/TATIANA SCOLARI

(sda-ats)

Un membro della mafia calabrese 'ndrangheta ha presentato ricorso al Tribunale penale federale (TPF) contro la decisione di estradarlo in Italia presa dall'Ufficio federale di giustizia (UFG). L'uomo è stato arrestato in Vallese lo scorso 3 agosto.

Se il TPF non gli darà ragione, l'esponente del clan mafioso sarà dunque estradato come deciso l'11 ottobre, ha indicato oggi all'ats il portavoce dell'UFG Folco Galli confermando un'indiscrezione del SonntagsBlick. Non ha invece precisato dove sia detenuto.

Il tribunale di Reggio Calabria aveva condannato l'uomo a nove anni e mezzo di carcere nel 2014, quando questi non si trovava già più in territorio italiano.

Nella scorsa primavera, gli inquirenti italiani l'avevano poi localizzato nell'Alto Vallese. Nel marzo 2016 altri due membri della 'ndrangheta, ma di una cellula differente, erano stati arrestati nello stesso cantone, a Saas-Grund. Condannati in Calabria a rispettivamente nove e sei anni di prigione per vari reati, entrambi sono già stati consegnati all'Italia.

Lo scorso agosto, l'UFG aveva autorizzato l'estradizione anche di un presunto membro di una cellula turgoviese della 'ndrangheta, fermato in marzo insieme ad altre dodici persone.

SDA-ATS

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