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Angela Merkel

KEYSTONE/EPA AFP POOL/NICOLAS ASFOURI

(sda-ats)

La cancelliera tedesca Angela Merkel si e' assunta la responsabilita' politica della sconfitta elettorale in Meclemburgo con lo storico sorpasso subito dall'ultradestra populista anti-migranti. Ma, nonostante critiche dell'ala bavarese del suo partito, non molla.

Considera gia' tracciata per strada per limitare l'impatto che il milione abbondante di profughi accolto l'anno scorso potrebbe avere sulle prossime elezioni: integrare i migranti ma anche espellerli se non hanno diritto di restare. Senza dimenticare poi il benessere dei tedeschi.

Nelle elezioni svoltesi domenica in Meclemburgo, per la prima volta i populisti di destra dell'Afd - con il 20,8% dei voti - hanno superato il partito cristiano-democratico (Cdu) della cancelliera, scivolata al rango di terza forza a Schwerin con un 19,0%, peraltro in flessione di 4 punti rispetto al minimo storico gia' toccato in quella regione ex-Ddr nel 2011. Pur perdendo 5 punti, si sono confermati in testa i socialdemocratici della Spd col 30,6%. La co-leader dell' "Alternativa per la Germania" (Afd), Frauke Petry ha parlato di "inizio della fine" per la cancelliera e della sua "arroganza" di non capire che i tedeschi non vogliono i migranti a carico del loro Stato sociale.

La situazione e' cosi' grave che Merkel ha rotto la tradizione del silenzio su temi di politica interna quando e' all'estero e, dopo il G20 in Cina, si e' presentata in conferenza stampa per dirsi "molto scontenta" del risultato in Meclemburgo, di cui si e' assunta la responsabilita': "Sono presidente del partito, sono cancelliera, e agli occhi della gente non lo si puo' separare e per questo, ovviamente, sono anche responsabile". Nell'esortare "tutti a riflettere" su come "riconquistare la fiducia" degli elettori di fronte alla questione dei migranti che in Meclemburgo "si e' sovrapposta" a tutti gi altri temi locali, Merkel ha sintetizzato cosi' la sua strategia gia' impostata l'anno scorso: "responsabilita' umanitaria" nei confronti dei profughi veramente in pericolo, ma anche espulsioni per i migranti economici ("coloro che non hanno diritto di rimanere, devono anche lasciare il nostro paese"). La Cdu inoltre dovra' dimostrare di saper risolvere "i problemi" dei tedeschi anche "per quanto riguarda lo sviluppo economico" e "la coesione sociale".

Sull'ipotesi di una quarta ricandidatura alla cancelleria che la porrebbe sullo stesso piano di Helmut Kohl e l'avvicinerebbe ai cinque mandati di Konrad Adenauer, Merkel non si e' pronunciata e - secondo lo Spiegel - anche l'ala bavarese e conservatrice del partito (la Csu) sa che non vi sono alternative. La Dpa non ha rilevato nelle ultime ore "critiche aperte" alla cancelliera nella Cdu e anche un noto politologo, Karl-Rudolf Korte, ritiene improbabile una fronda. In vista delle elezioni nella citta'-regione Berlino fissate per il 18 settembre, il ministro delle Finanze bavarese Markus Soeder, ha pero' spinto per "un cambio di rotta": dopo il Meclemburgo "l'umore dei cittadini non si può più ignorare", ha avvertito.

sda-ats

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