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E' il turno del Messico: lo scandalo Odebrecht, 'partito' dal Brasile tempo fa e allargatosi a macchia d'olio in queste settimane in tutto il continente latinoamericano, è "sbarcato" anche nella seconda economia più importante della regione.

Nel Messico finora si era parlato poco del "caso Odebrecht". Negli ultimi giorni, nel mirino sono ora finiti alcuni ex funzionari di Pemex, il colosso petrolifero nazionale.

I media locali danno spazio alle accuse rivolte dalla magistratura Usa contro un dirigente non identificato del gruppo, che avrebbe ricevuto tangenti pari a 10,5 milioni di dollari tra il 2010 e il 2014.

Anche se il nome non è noto, la stampa locale punta il dito contro diversi ex direttori della compagnia, ricordando come Pemex abbia assegnato senza gare pubbliche i lavori per l'ammodernamento di tre raffinerie per 2,5 miliardi di dollari. I costi finali dei progetti sono poi risultati superiori per un 66% alle stime iniziali dei lavori.

Secondo l'accusa di alcune ong, Pemex avrebbe utilizzato una intricata rete di imprese sussidiarie con base in alcuni paradisi fiscali, in modo da evitare le gare pubbliche e nascondere allo stesso tempo contratti miliardari assegnati direttamente proprio al colosso brasiliano delle costruzioni.

SDA-ATS