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Uno dei volti più noti in Italia.

KEYSTONE/AP/Joel Ryan

(sda-ats)

Regista, attore, sceneggiatore, intellettuale tra i più apprezzati dal pubblico italiano e internazionale. Michele Placido spegne 70 candeline, ma è sempre su piazza: passa dal cinema al teatro senza un attimo di sosta.

E come se non bastasse lui, pugliese doc, è corteggiato dalla capitale, o meglio dal candidato sindaco Alfio Marchini o che lo propone "al Senato civico romano per fare in modo che la società civile partecipi alla vita pubblica". Placido ha da poco terminato le riprese, dietro la macchina da presa, di '7 minutì, "un film di forte impegno sociale sull'importanza del riconoscimento dei diritti sul lavoro", spiega, con un cast tutto al femminile con, fra le altre, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Fiorella Mannoia, Anne Consigny, Maria Nazionale, Violante Placido, dal testo teatrale di Stefano Massini (Lehman Trilogy).

"Una storia che può ricordare per certi aspetti la vicenda della Thyssen, anche se è diversa". Racconta la vicenda di alcune operaie che dovranno scegliere per il destino di altre centinaia di colleghe. E annuncia: "Sto per iniziare le riprese della serie Suburra per Netflix targata Cattleya. Non male per un signore di 70 anni". Sua moglie la tiene in forma, con i 37 anni di differenza? "È una donna in gamba, nessuno ci credeva a questa storia invece stiamo insieme da 15 anni. Nostro figlio - risponde - che ha 11 anni mi costringe a giocare a calcetto, e così mi tengo in allenamento con le partite, poi c'è il lavoro, diciamo che non mi annoio. Finché uno ha il fuoco della passione per la vita, per la professione, non bisogna mai piangersi addosso".

Nato ad Ascoli Satriano (FG) il 19 maggio 1946, Placido è amato dal pubblico nazionale ma anche conosciuto in tutto il mondo per aver interpretato dal 1984 al 1989 il personaggio del commissario Cattani nei primi quattro capitoli dello sceneggiato "La Piovra" (di Damiano Damiani), la più popolare fiction poliziesca italiana distribuita internazionalmente in moltissimi paesi. La puntata in cui il commissario viene ucciso verrà vista da 17 milioni di telespettatori. Tra le serie tv più seguite anche Padre Pio tra Cielo e terra (oltre 14 milioni telespettatori la seconda puntata).

Placido forma all'Accademia d'Arte Drammatica e debutta in teatro nel 1970 con la trasposizione dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, per la regia di Luca Ronconi. Esordisce sul piccolo schermo con "Il Picciotto" (1973) e al cinema con "Romanzo popolare" (1974, di Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi e Ornella Muti). Seguono poi "Mio Dio come sono caduta in basso" (1974, Luigi Comencini) e "Marcia trionfale" (1976, di Marco Bellocchio). Il successo e la popolarità vengono rinnovati dalla sua interpretazione dell'eroico insegnante protagonista di "Mery per sempre" (1988, di Marco Risi). Interpreterà anche l'importante ruolo di Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia nella strage di Capaci, nell'omonimo film di Giuseppe Ferrara. Passerà anche dalla parte dei cattivi interpretando il boss mafioso Bernardo Provenzano (2007).

Tra i suoi film ricordiamo "Pizza Connection" (1985), "Lamerica" (1994, di Gianni Amelio), "Padre e figlio" (1994, di Pasquale Pozzessere), "La lupa" (1996, di Gabriele Lavia), "Racket" (1997), "Un uomo perbene" (1999, di Maurizio Zaccaro), "Liberate i pesci" (1999, di Cristina Comencini), "L'odore del sangue" (2004, di Mario Martone), "Arrivederci amore, ciao" (di Michele Soavi), "Le rose del deserto" (2006, di Mario Monicelli), "Piano, solo" (2007, di Riccardo Milani), Il caimano di Nanni Moretti, baaria (di Giuseppe Tornatore), Viva L'Italia (di Massimiliano Bruno).

Debutta alla regia nel 1989 con "Pummarò", sul problema degli extra-comunitari, presentato al Festival di Cannes del 1990; successivamente dirige "Le amiche del cuore" (1992), di cui firma anche la sceneggiatura, "Un eroe borghese" (1995) e "Del perduto amore", presentato nel 1998 al Festival di Venezia, "Un viaggio chiamato amore" (2002), "Ovunque sei" (2004), Vallanzasca-gli Angeli del Male (2010), Il Grande Sogno (2009).

Nel 2015 lo abbiamo visto al cinema in La scelta (Regia e sceneggiatura) e in Io che Amo solo Te con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti per la regia di Marco Ponti, in tv su Sky nella serie In Treatment con Sergio Castellitto, mentre a teatro ha diretto la lucidità amara di Harold Pinter con 'Tradimentì, con l'interpretazione di Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione.

sda-ats

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