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Un'immagine mostra il logo di Google (foto d'archivio).

Keystone/EPA FILE/BORIS ROESSLER

(sda-ats)

La tecnologia può aiutare ad affrontare la crisi migratoria e Google.org, la fondazione filantropica del colosso di Mountain View, ha deciso di puntare su questa nuova emergenza.

Dopo aver aiutato in emergenze come terremoti e tsunami, la fondazione di Google si è lanciata su un nuovo terreno, per la prima volta: "Abbiamo fatto qualcosa senza precedenti per noi, vogliamo capire come avere un ruolo e incoraggiare a livello globale", ha detto il presidente di Google.org, Jaquelline Fuller, intervenendo al dibattito organizzato dal think tank Friends of Europe su 'Come la tecnologia può aiutare nelle crisi dei rifugiati'.

"Vogliamo trovare gli innovatori con le idee migliori", ha spiegato Fuller, descrivendo alcuni dei progetti finora finanziati dalla fondazione. Uno si chiama 'Librerie senza frontiere', e finanzia una start up che ha creato una scuola 'portabile', un metro cubo di scatole che contengono banchi, computer, libri e telecamere. Per portare l'istruzione nei campi dei rifugiati.

I volontari di Google hanno anche portato la connettività wi-fi sulle rotte dei migranti, in particolare nei campi in Grecia e nei Balcani, con il progetto NetHope. Mentre attraverso Reconnect l'azienda ha donato 25 mila computer portatili di Google in Germania, con i quali i volontari formano ragazzi alla programmazione con "risultati impressionanti", ha detto Fuller.

sda-ats

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