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Un ufficio per disoccupati a Berna.

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Le persone attive con passato migratorio sono spesso svantaggiate sul mercato del lavoro. Esse svolgono spesso impieghi a bassa retribuzione e sono di frequente troppo qualificate.

Nel 2015, in Svizzera il 13,2% degli occupati senza passato migratorio aveva un impiego a bassa retribuzione, contro il 20,8% delle persone con radici straniere (27,7% donne; 12,6% uomini), indica un'analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST). Ad essere considerato basso è un reddito inferiore a 4380 franchi mensili.

Analizzando le regioni, il Ticino ha registrato il numero più alto di persone con passato migratorio e stipendio basso (31,6%). Le minori differenze di retribuzione per motivi di status migratorio si sono invece avute nel nordovest della Svizzera e nella regione di Zurigo.

Impiego di livello inferiore agli studi

Quasi una persona su cinque con passato migratorio e formazione terziaria svolge un lavoro per cui non servono tali studi, contro una persona su dieci tra chi è di origini confederate. Sono sopratutto le persone nate all'estero con diploma universitario o formazione superiore ad essere attive ad un livello inferiore rispetto agli studi svolti. Tra i "secondos" o gli appartenenti alla terza generazione d'arrivo o più e i cittadini indigeni non vi è invece praticamente più differenza.

Anche per quanto riguarda la gerarchia lavorativa le differenze dovute alle origini si riducono costantemente. Secondo l'UST, la quota di personale che occupa posizioni di dirigenza con passato migratorio di seconda o maggiore generazione è però ancora inferiore (33%) rispetto a quella senza (35,5%).

In Svizzera, il 35% della popolazione che supera i 15 anni ha origini estere. Tra questi figurano gli stranieri, i naturalizzati e i nati su suolo confederato e con genitori nati all'estero.

sda-ats

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