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Riportare la risoluzione del conflitto israelo-palestinese al centro dell'agenda internazionale e ribadire l'auspicio di una soluzione a due Stati.

Questo l'obbiettivo della riunione ministeriale per il rilancio del processo di pace in Medio Oriente, aperta alle nove di questa mattina a Parigi dal presidente francese, François Hollande.

La riunione, si legge in una nota diffusa dall'Eliseo, è "frutto dello sforzo francese per riportare la risoluzione del conflitto israelo-palestinese nell'agenda internazionale che oggi è in una pericolosa impasse".

Inoltre, "permetterà ai partecipanti di ribadire il loro auspicio di una soluzione a due Stati e la loro determinazione di creare le condizioni di una ripresa delle trattative dirette tra le parti".

In questo spirito, l'appuntamento parigino contribuirà ad avviare un lavoro per "definire nei prossimi mesi il contributo della comunità internazionale per accompagnare le parti".

A Parigi sono attesi i rappresentanti di 26 Stati. Oltre ai padroni di casa francesi e al ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, Germania, Stati Uniti, Sudafrica, Arabia Saudita, Canada, Cina, Egitto, Regno Unito, Spagna, Irlanda, Indonesia, Giappone, Giordania, Lussemburgo, Marocco, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica ceca, Russia, Senegal, Svezia, Svizzera, Turchia, oltre che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, l'alto rappresentante Ue, Federica Mogherini, e il segretario generale della Lega araba, Nabil el Araby.

L'ambizione è poter organizzare una seconda conferenza entro fine anno anche con israeliani e palestinesi.

sda-ats

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