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Il ministro dell'iunterno tedesco Thomas de Maiziere (a sinistra) rende omaggio alle vittime

KEYSTONE/EPA DPA/KARL JOSEF-HILDENBRAND

(sda-ats)

Quando Ali Sonboly, venerdì notte a Monaco, si è puntato la pistola alla tempia, aveva già ucciso nove persone, ma nello zaino aveva ancora altri 300 proiettili.

Il 18enne aveva scelto il quinto anniversario della strage di Anders Breivik per seminare morte e terrore tra i suoi coetanei, perché, sembra, si sentiva emarginato e mobbizzato.

Da tempo era ossessionato dalle stragi. Nella sua stanza accumulava articoli e libri sul tema e teneva nascosta una Glock 9 millimetri, un'arma da professionisti con il numero di matricola cancellato.

"Ci sono indizi che il killer sia stato vittima di bullismo", ha detto il ministro dell'Interno Thomas de Maizière a Berlino, al termine del gabinetto di crisi sulla sicurezza. Forse proprio per questo Ali odiava i suoi coetanei, anche se fino a venerdì non aveva mai fatto trapelare nulla ai suoi parenti e amici. Come il killer norvegese, che il 22 luglio del 2011 uccise 77 persone, il tedesco-iraniano ha scelto come vittime dei giovani.

I morti del centro commerciale Olympia sono quasi esclusivamente minorenni. Ali avrebbe aperto un falso profilo su Facebook, spacciandosi per una ragazza turca, Selina, e invitando le potenziali vittime al Mc Donald's. "Venite alle 16 da Meggi al centro Olympia, vi offro qualcosa ma non troppo costoso", è scritto nel messaggio postato. Meggi sta nel gergo giovanile tedesco per la catena di fast-food. Alle 17.55 è arrivata la prima chiamata al numero d'emergenza della polizia per segnalare una sparatoria.

Ali si è poi spostato al centro commerciale che si trova sull'altro lato della strada e ha continuato a sparare ed ad uccidere. La confusione in questi istanti è stata davvero grande, si ipotizzavano tre attentatori e addirittura un'azione del terrorismo islamico.

Voci poi smentite. Poliziotti in borghese hanno intercettato Ali e gli hanno sparato, senza però colpirlo, e il giovane è scappato ancora. Poco dopo ha posto fine alla sua vita in una stradina laterale nei pressi del centro commerciale.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso il "grande cordoglio" del governo e della Germania verso "le famiglie di coloro che non torneranno più a casa, a nome di tutti condividiamo il vostro dolore, soffriamo con voi. Il pensiero va anche ai numerosi feriti che possano guarire completamente".

"Una notte così è difficile da sopportare dopo aver dovuto accettare tante orribili notizie in pochi giorni", ha aggiunto in riferimento alla strage di un altro giovane con un'ascia su un treno a Würzburg. Il bilancio finale è di 27 feriti, di cui dieci vengono definiti "gravi", tra loro anche un tredicenne.

Un sedicente ex compagno di classe ha rivelato in una 'chat room' che il 18enne prometteva "sempre" di "uccidere" i bulli che lo tormentavano. Una ragazza, una vicina di casa che l'anno scorso frequentava la stessa scuola, ha invece smentito che Ali fosse emarginato.

"Girava sempre con due, tre amici", ha detto. "Ci si chiede se ci poteva essere la possibilità di intervenire prima, ma questa è una domanda da rivolgere agli amici e ai conoscenti piuttosto che ai funzionari della sicurezza", ha sottolineato il ministro de Maizière. Nei libri che gli inquirenti hanno sequestrato nella stanza di Ali c'era anche quello intitolato "Perché gli studenti uccidono" di uno psicologo tedesco. Resta la domanda del perché che forse rimarrà per sempre senza risposta.

sda-ats

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