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Monsanto valuta alternative a Bayer e guarda a Basf

KEYSTONE/EPA DPA FILE/FRANZ-PETER TSCHAUNER

(sda-ats)

Monsanto valuta le sue alternative e avvia colloqui con Basf dopo aver detto no nei mesi scorsi a Bayer, in una sfida che si profila tutta tedesca.

Il colosso americano - secondo indiscrezioni - starebbe studiando l'acquisizione di Basf. Le trattative sono nelle fasi preliminari, e riflettono la spaccatura all'interno del consiglio di amministrazione di Monsanto.

Il cda infatti è diviso fra coloro che spingono per Bayer, altri che puntano sull'altra tedesca Basf e chi preme per una Monsanto indipendente. Nei mesi scorsi la società americana ha respinto l'offerta da 62 miliardi di dollari di Bayer, definendola troppo bassa e il mese scorso, con i risultati trimestrali, ha confermato colloqui in corso con Bayer ma anche con altre parti su possibili "opzioni strategiche alternative".

Monsanto, nel caso in cui decidesse di procedere con Basf, si troverebbe a dover convincere gli investitori: a fronte di un'offerta in contanti di Bayer, Monsanto per acquistare la divisione agrochimica di Basf dovrebbe invece emettere nuove azioni.

L'ondata di fusioni e acquisizioni nell'industria agroalimentare ha lasciato Monsanto vulnerabile a possibili acquisizioni. Con il matrimonio fra Dow Chemical e DuPont e dopo la bocciatura di Syngenta, corteggiata da Monsanto per mesi, il colosso americano si è trovato esposto a un contesto molto competitivo. E nelle mire delle due tedesche Bayer e Basf, a caccia di soluzioni per le loro attività agroalimentari.

Monsanto ha cercato a lungo di convolare a nozze con Syngenta, ma i 46 miliardi di dollari messi sul piatto per la società basilese non sono stati ritenuti adeguati. Syngenta ha preferito la cinese ChemChina, sollevando dubbi fra le autorità americane scettiche sull'intesa, sul suo impatto sulla sicurezza alimentare e su come Pechino valuta gli ogm americani.

sda-ats

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