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È stato un trionfo il Falstaff in forma di concerto con cui Riccardo Muti ha chiuso a Chicago il ciclo delle tre opere che il compositore di Busseto ha dedicato a William Shakespeare, dopo aver diretto Otello nel 2011 e Macbeth nel 2013.

L'appuntamento con la Chicago Symphony Orchestra è fra i momenti principale per le celebrazioni che la città ha deciso di dedicare al drammaturgo inglese a 400 anni dalla morte, con un bis stasera (compleanno di Shakespeare) e il 26 aprile. Ma oltre che un tributo al Bardo, questo Falstaff è stato un tributo a Verdi e all'Italia con un applauditissimo cast che includeva Luca Salsi (Ford), Daniela Barcellona (Mrs Quikly), Laura Polverelli (Meg Page), Eleonora Buratto (Alice Ford) e soprattutto Ambrogio Maestri nella parte di Sir John.

Per Muti e Maestri si è trattato di una "reunion". Il baritono di Pavia, infatti, ha debuttato proprio con Muti alla Scala nel 2001 come Falstaff e lo stesso maestro in un'intervista degli ultimi giorni a Chicago ha rivendicato di averlo "creato" lui come Sir John, ruolo che poi ha ricoperto più di 250 volte nei teatri di tutto il mondo.

Se qualcuno aveva avuto dubbi prima di vedere lo spettacolo sul costo di una produzione del genere sono stati fugati. "Progetti come questo costano molto" ha scritto il Chicago Tribune ma "valgono ogni centesimo".

Ancora più esplicito il New York Times: "da più di 40 anni Muti è il re dei direttori verdiani" e salendo sul podio per dirigere questo Falstaff "non ha mostrato alcun segno di voler cedere la corona". Una recensione che si conclude con l'esortazione "lunga vita al re" che a luglio compirà 75 anni.

Proprio per festeggiarli la Scala - da cui manca dal 2005 quando si dimise da direttore musicale - ha organizzato una mostra e un appuntamento in teatro a ingresso libero con Muti il 5 maggio. In attesa che torni anche a dirigere.

sda-ats

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