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La polizia neocastellana ha arrestato il 20 settembre nel capoluogo cantonale una bosniaca ricercata dalle autorità del suo Paese per crimini di guerra.

La donna è sospettata di avere ucciso un ragazzo di 12 anni nel luglio 1992 - quando faceva parte dell'esercito bosniaco - nella regione di Srebrenica.

La donna 56enne, oggi domiciliata in Svizzera, è stata posta in detenzione in vista dell'estradizione su richiesta dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), ha indicato quest'ultimo oggi all'ats confermando una informazione rivelata dall'agenzia di stampa in lingua albanese Presheva Jonë.

Le autorità della Bosnia-Erzegovina avevano presentato una richiesta di estradizione il 13 novembre 2015, poi completata il 6 gennaio e l'8 marzo 2016. La donna si è però opposta alla consegna durante l'interrogatorio condotto dal Ministero pubblico neocastellano il giorno dopo il suo arresto. L'UFG afferma che prenderà una decisione dopo aver analizzato gli argomenti di entrambe le parti.

Il mandato d'arresto e l'eventuale decisione di estradizione possono essere contestati davanti al Tribunale penale federale (TPF), precisa l'UFG. Quando si tratta di un "caso particolarmente importante", in particolare quando si può supporre che la procedura all'estero comporta vizi gravi, la decisione del TPF può a sua volta essere contestata con un ricorso al Tribunale federale di Losanna.

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SDA-ATS