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L'inaugurazione, il 27 maggio a La Chaux-de-Fonds (NE), del Museo delle civilizzazioni dell'islam (Mucivi) preoccupa a Neuchâtel: in un'interpellanza presentata oggi al Gran Consiglio, il gruppo UDC chiede chiarimenti in merito alle fonti di finanziamento.

Gli investimenti - interamente privati - ammontano a 3-5 milioni di franchi per il museo e 22 milioni per un annesso progetto immobiliare. I fondi sarebbero stati stanziati da donatrici di Paesi del Golfo Persico quali Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, "noti per la loro grande tolleranza religiosa", ironizza l'UDC.

Il gruppo democentrista chiede al Consiglio di Stato di verificare l'origine dei finanziamenti, nonché il loro assoggettamento al fisco. Il partito esprime anche preoccupazione nei riguardi del progetto immobiliare, costituito da spazi commerciali e da alloggi, le cui pigioni finanzieranno il funzionamento del museo.

Il progetto edilizio comprende anche una sala di preghiera, nonché una piscina con orari differenziati a seconda del sesso. Determinate sale potranno essere destinate ad attività parascolastiche, secondo il gruppo UDC, che chiede al Consiglio di Stato di prevedere "misure volte ad impedire qualsiasi proselitismo islamista, in particolare presso i bambini".

I creatori del museo, e in particolare la sua fondatrice Nadia Karmous, presidente dell'Associazione culturale delle donne musulmane, sottolineano che esso non avrà quale obiettivo il proselitismo, ma racconterà la storia di un islam "positivo e plurimo".

Il museo è sostenuto dall'Istituto culturale musulmano della Svizzera e realizzato dal vice conservatore del Museo di etnografia di Neuchâtel Olivier Schinz e dagli architetti specializzati Baptiste Rothen e Sébastien Guenot.

Ricavato in una palazzina storica del centro di La Chaux-de-Fonds, un tempo proprietà di un gioielliere, il museo comporterà una superficie complessiva di 750 metri quadrati. Oltre alle sale dedicate all'esposizione permanente e alle esposizioni temporanee, sono previsti una biblioteca con 20'000 opere, sale per conferenze, atelier e tavole rotonde, nonché una boutique.

sda-ats

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