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Il Canton Vaud mantiene la rotta dopo il "no" pronunciato ieri a livello nazionale nei riguardi della riforma III della fiscalità delle imprese. Unico cantone romando ad aver accettato la proposta - con il 51,3% dei voti - Vaud vuole realizzare il progetto cantonale.

Il rifiuto federale può frenare la concretizzazione della riforma vodese, approvata dall'87% dei cittadini nel marzo 2016, ma non impedirla, afferma il Consiglio di Stato. L'esecutivo dispone ora di un termine di sei mesi per presentare al Gran consiglio un rapporto relativo alla strategia da seguire.

Il "ministro" Pascal Broulis tenterà nell'intervallo di tempo di persuadere la Confederazione a mantenere la prevista compensazione di un miliardo di franchi destinata ai cantoni. A Vaud spetterebbero 107 milioni.

Secondo il governo vodese, il modello cantonale dispone delle necessarie basi legali: la legge sulle imposte, gli assegni famigliari e i sussidi per le quote malattia sono state modificate e la loro entrata in vigore è prevista per il 1. gennaio 2019.

L'obiettivo è di concretizzare, senza modificarlo, il mandato affidato dalla popolazione, osserva il presidente del Consiglio di Stato Pierre-Yves Maillard. Il Cantone spera nondimeno che i lavori riprendano rapidamente a Berna.

Il modello approvato nel canton Vaud nel marzo 2016 prevede un tasso di imposizione per tutte le imprese del 13,79%, contro il 21,65% attualmente. La riforma è accompagnata da una serie di misure a favore delle famiglie e dell'impiego, finanziate parzialmente dalle aziende.

SDA-ATS