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Proteste in North Dakota per la costruzione di un oleodotto

KEYSTONE/AP The Bismarck Tribune/TOM STROMME

(sda-ats)

L'amministrazione Obama scende in campo a fianco dei Sioux. E sospende, con decreto, la costruzione dell'oleodotto destinato ad attraversare la riserva della tribù dei nativi.

Un intervento che segue a stretto giro la decisione di un giudice federale che, respingendo la richiesta della tribù e degli ambientalisti a fermare i lavori, ha dato il via libera al controverso progetto in North Dakota.

Un via libera che faceva temere una vera e propria rivolta, dopo che da settimane vanno avanti le proteste con decine di arresti. L'odiato oleodotto è fortemente voluto dai colossi energetici. Secondo il progetto costerà 4 miliardi di dollari, sarà sotterraneo e lungo quasi duemila chilometri, correndo dal North Dakota fino all'Illinois, attraversando in tutto quattro stati.

Per gli ambientalisti in caso di perdite o rotture si rischia di inquinare le falde del fiume Missouri, e quindi i rifornimenti idrici della popolazione locale. Ma agli occhi dei Sioux si tratta anche di una grave profanazione delle terre sacre degli avi, quelle praterie dove generazioni di loro antenati hanno vissuto, cacciato i bisonti e trovato sepoltura. Insomma, la decisione del giudice di non sospendere l'opera viene vissuta dalla tribù come un vero e proprio schiaffo alla loro storia e alla loro nazione.

La società costruttrice, la texana Energy Transfer partners, sostiene invece che l'oleodotto porterà milioni di dollari all'economia locale e sarà più sicuro di tutti quei camion e convogli ferroviari spesso al centro di incidenti pericolosissimi per l'uomo e per l'ambiente.

Motivazioni che certo non possono fermare la rabbia della Standing Rock Sioux Tribe, con i nativi - guidati dal capo tribù Dave Achambault II - da giorni accampati nell'area dei lavori per bloccare l'accesso ai cantieri. Molti sono a cavallo, altri hanno sul viso dipinti i colori (giallo e nero) della loro nazione. La società costruttrice ha denunciato già più volte Achambault e i suoi uomini per violazione della proprietà privata e per presunte minacce contro gli operai.

La protesta si è comunque finora mantenuta relativamente pacifica. E le speranze dei nativi sono adesso rivolte nella Casa Bianca. Finora Barack Obama non è intervenuto nella vicenda. Ma in molti ricordano la storica visita del presidente alla riserva Sioux del North Dakota nel giugno del 2014, in segno di riconciliazione con i nativi americani.

sda-ats

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