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L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) corregge leggermente al rialzo le sue previsioni per la crescita dell'economia svizzera: il prodotto interno lordo (Pil) dovrebbe salire dell'1,2% quest'anno e dell'1,7% nel 2017.

In novembre veniva pronosticato rispettivamente +1,1% e +1,6%.

"Dopo un debole 2015 la crescita dovrebbe svilupparsi con un maggior dinamismo grazie alla domanda interna, ai tassi negativi e all'aumento dei salari reali", scrive l'OCSE nel suo rapporto sulla Confederazione pubblicato in margine a un incontro ministeriale a Parigi.

Gli effetti negativi dovuti al rafforzamento del franco seguito all'abolizione del cambio minimo con l'euro nel gennaio 2015 tenderanno a diminuire e i corsi valutari sostanzialmente stabili dall'estate scorsa daranno una spinta alle esportazioni. L'OCSE si aspetta un incremento dell'export del 6,2% nel 2016 e del 3,1% nel 2015. Altre componenti dovrebbero invece rallentare, a cominciare dagli investimenti delle aziende e dai beni di consumo.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere ma solo leggermente, in quanto l'industria di esportazione continuerà a dover far fronte a una congiuntura mondiale in chiaroscuro e al franco forte. Se la ripresa mondiale e soprattutto quello europea dovesse rimanere atonica ne risentirebbero anche le prospettive di crescita della Svizzera.

Per l'insieme del mondo l'OCSE si aspetta un aumento del Pil del 3,0% quest'anno e del 3,3% nei dodici mesi successivi (3,3% e 3,6% nelle stime precedenti).

sda-ats

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