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Onu, in Sud Sudan livelli sicurezza alimentare ai minimi (foto d'archivio)

Keystone/EPA/KATE HOLT / UNICEF HANDOUT

(sda-ats)

Saranno circa 4,8 milioni le persone in Sud Sudan - ben più di un terzo della popolazione - che nei prossimi mesi dovranno fare i conti con una grave scarsità di cibo, mentre il rischio di una catastrofe per i livelli di fame, continua a minacciare parti del Paese.

Lo hanno sostenuto oggi tre agenzie delle Nazioni Unite.

L'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (Fao), il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (Unicef) e il Programma alimentare mondiale (Wfp) hanno sottolineato che, in coincidenza con una stagione magra insolitamente lunga e dura - e non si aspettano nuovi raccolti fino ad agosto - il livello di insicurezza alimentare quest'anno è senza precedenti.

Secondo l'ultimo aggiornamento del rapporto Integrated Food Security Phase Classification (IPC), (Classificazione Integrata dell'Insicurezza Alimentare) - pubblicato oggi dal governo, dalle tre agenzie e da altri partner umanitari, si prevede che 4,8 milioni di persone avranno bisogno urgente di assistenza alimentare, agricola e nutrizionale sino a luglio, rispetto ai 4,3 milioni previsti in aprile. Questo è il più alto livello di fame da quando è iniziata la guerra in Sud Sudan, due anni e mezzo fa, e il numero non comprende i 350.000 residenti nelle aree di Protezione dei Civili dell'Onu o di altri campi per gli sfollati, al momento del tutto dipendenti dagli aiuti umanitari.

"Siamo molto preoccupati nel vedere che l'insicurezza alimentare si sta diffondendo oltre le aree coinvolte nel conflitto, a causa dell'aumento dei prezzi, delle strade impraticabili e dell'interruzione dei mercati, fattori che impediscono a molte famiglie, anche quelle che vivono nelle città, di avere accesso al cibo", conclude il Rappresentante della Fao nel Paese, Serge Tissot.

sda-ats

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