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Porre fine all'epidemia di Aids come minaccia di salute pubblica entro il 2030: questo l'impegno adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite (Onu)con il documento 'Political Declaration on the Fast-Track to End AIDS 2016'.

La dichiarazione riafferma precedenti impegni presi sull'hiv dall'assemblea dell'Onu nel 2001, 2006 e 2011, che hanno portato ad un forte calo dei nuovi casi di sieropositività e una grande espansione dell'accesso alle terapie antiretrovirali, con oltre 17 milioni di persone in trattamento nel mondo nel 2015.

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), spiega sul suo sito, accoglie con favore questa nuova dichiarazione che include degli obiettivi specifici sui test e le terapie per l'hiv: avere il 90% delle persone sieropositive a conoscenza del proprio stato, il 90% di chi ha avuto una diagnosi di hiv in terapia antiretrovirale, e il 90% di chi è in trattamento con la soppressione del virus. Lo scopo è arrivare ad una riduzione dei nuovi casi, delle morti e malattie.

L'Oms accoglie con favore anche l'appoggio agli obiettivi globali di contrastare insieme hiv e tubercolosi, le epidemie di epatite B e C, e l'eliminazione della trasmissione madre-figlio di hiv e sifilide.

sda-ats

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