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Il logo dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI).

Keystone/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) deplora in una nota la decisione parlamentare che consente di prorogare più facilmente i contratti normali di lavoro (CNL), che fissano salari minimi nei settori dove sono stati rilevati casi di dumping.

Nell'ambito della revisione della legge sui lavoratori distaccati, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi un testo caldeggiato dalla deputazione ticinese, già accolto dal Nazionale, che dà ai Cantoni l'autorizzazione di prolungare i CNL nei casi in cui si potrebbero ripetere abusi al momento della scadenza, senza avviare una complicata e costosa procedura.

Nel suo comunicato, l'USI esprime "grande rammarico" per la decisione della Camera dei cantoni, che a sorpresa ha preferito seguire il Consiglio nazionale invece della propria commissione, autorizzando la proroga dei CNL a titolo preventivo, senza che debbano essere fornite "prove concrete" di "abusi ripetuti". Per l'associazione del padronato elvetico "la fissazione di salari minimi tramite i CNL costituisce una considerevole interferenza nell'autonomia delle imprese" riguardo ai salari stessi. A suo avviso, semplici indizi di abusi non bastano per giustificare "un simile diktat salariale dello Stato".

Di segno opposto la reazione dell'Unione sindacale svizzera (USS). La proroga facilitata dei CNL era sostenuta dai cantoni latini Ticino, Vallese, Ginevra e Giura, ha detto all'ats Thomas Zimmermann, portavoce della maggiore confederazione sindacale svizzera. L'obiettivo - ha aggiunto - è di impedire una pressione sui salari quando i CNL giungono a scadenza.

Soddisfazione anche per l'aumento da 5000 a 30'000 franchi delle multe massime per i datori di lavoro che violano le condizioni lavorative e salariali minime previste dalle misure di accompagnamento. Finora poteva valere la pena per le imprese praticare il dumping, rileva l'Unione sindacale.

sda-ats

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