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Una donna pachistana è stata arrestata a Karachi, nel sud del Pakistan, con l'accusa di avere ucciso con la complicità di alcuni suoi parenti il marito cospargendone il corpo di cherosene ed appiccandovi poi il fuoco.

In un Paese dove sono frequenti le notizie di uccisioni di donne in modo violento, la morte di Muhammad Suhail, 32 anni e padre di quattro figlie femmine, a quanto sembra per mano della moglie, ha attirato l'interesse dei media e dell'opinione pubblica.

La madre del defunto, Safia Begum, ha scritto nella denuncia presentata alla polizia che Maria, la sposa di suo figlio, ha compiuto l'omicidio con l'aiuto del fratello e di alcuni altri parenti. Sulla base di questo gli agenti hanno arrestato la donna ed altre due persone, aprendo nello stesso tempo le indagini.

Da parte sua Seema, sorella della vittima, ha spiegato ai giornalisti che Maria era stanca di vivere in casa della suocera ed aveva chiesto al marito un trasferimento di domicilio che però lui aveva negato. Questo ha suscitato un intenso conflitto famigliare che ha spinto anche la donna ad abbandonare lo sposo ed a tornare a casa dei suoi genitori.

Interrogata, Maria ha però negato ogni addebito, sostenendo che il marito, che la torturava, si è invece suicidato.

sda-ats

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