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Il segretario dell'Ocse José Angel Gurria

KEYSTONE/EPA DPA/BERND VON JUTRCZENKA

(sda-ats)

Messa sotto pressione dalla comunità internazionale, Panama ha deciso di dare un segnale ufficiale di impegno nella lotta all'evasione, aderendo alla convenzione Ocse per lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale.

"Stiamo assistendo a un movimento inarrestabile verso la condivisione di informazioni, sulle basi di un singolo standard comune sviluppato dall'Ocse e supportato dalla comunità internazionale", ha commentato in una nota il segretario generale dell'organizzazione parigina, Angel Gurria, rimarcando però che "gli impegni politici devono essere trasformati in realtà pratiche, con l'implementazione degli standard e il reale scambio di informazioni".

Con l'odierna adesione di Panama, arrivata insieme a quelle del Bahrain, del Libano e di due Stati insulari del Pacifico, Vanuatu e Nauru, sono 101 le giurisdizioni che hanno aderito alla convenzione Ocse. Di queste, 55 si sono impegnate a cominciare gli scambi di informazioni già dal prossimo anno, e 46 dal 2018.

Nel primo gruppo ci sono, tra gli altri, i principali Paesi dell'Eurozona, Italia, la Gran Bretagna e i suoi territori controllati (Guernsey, Isole Vergini britanniche, Isola di Man), San Marino, l'India e il Sudafrica. Nel secondo spiccano invece Aruba e Sint Maarten, due delle tre Antille olandesi, la Svizzera, la Cina più Hong Kong e Macao, la Russia e Singapore. Grandi assenti gli Stati Uniti.

sda-ats

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