Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Monito di Papa Francesco ai cattolici dalla "doppia vita"

KEYSTONE/AP/ANDREW MEDICHINI

(sda-ats)

No ai cattolici dalla "doppia vita", che "vanno a messa" ma non rinunciano ad essere "sporchi negli affari": una cosa che dà "scandalo" e che "distrugge", e contro la quale non bisogna "rimandare la conversione".

Ha usato parole severe papa Francesco, commentando il Vangelo nella messa di oggi a Santa Marta, contro chi "scandalizza i piccoli", cioè i giusti, "quelli che si fidano del Signore", per il quale lo scandalo è sempre "distruzione".

"Ma cosa è lo scandalo? - ha chiesto il Pontefice - Lo scandalo è dire una cosa e farne un'altra; è la doppia vita".

"La doppia vita in tutto - ha spiegato -: io sono molto cattolico, io vado sempre a messa, appartengo a questa associazione e a un'altra; ma la mia vita non è cristiana, non pago il giusto ai miei dipendenti, sfrutto la gente, sono sporco negli affari, faccio riciclaggio del denaro... doppia vita. E tanti cattolici sono così, E questi scandalizzano".

"Quante volte abbiamo sentito - tutti noi, nel quartiere e in altre parti - 'ma per essere cattolico come quello, meglio essere ateo'. E' quello, lo scandalo. Ti distrugge. Ti butta giù. E questo succede tutti i giorni, basta vedere il telegiornale o guardare i giornali. Sui giornali ci sono tanti scandali, e anche c'è la grande pubblicità degli scandali. E con gli scandali si distrugge", ha sottolineato.

Il Papa ha fatto anche l'esempio di una "ditta importante", che era sull'orlo del fallimento. La gente non aveva i soldi per i bisogni quotidiani perché non riceveva lo stipendio. Le autorità volevano evitare uno sciopero giusto, ma che non avrebbe fatto bene e volevano parlare con i vertici della ditta. E il responsabile, un cattolico, stava facendo le vacanze d'inverno su una spiaggia in Medio Oriente e la gente lo ha saputo anche se non è uscito sui giornali. "Questi sono gli scandali", ha rimarcato Francesco.

"Gesù dice, nel Vangelo, su questi che fanno lo scandalo, senza dire la parola scandalo, ma si capisce: 'Ma tu arriverai in Cielo e busserai alla porta e: 'Sono io, Signore!' - 'Ma sì, non ti ricordi? Io andavo in chiesa, ti ero vicino, appartenevo a tale associazione, faccio questo... non ti ricordi di tutte le offerte che ho fatto?' - 'Sì, ricordo. Le offerte, quelle le ricordo: tutte sporche. Tutte rubate ai poveri. Non ti conosco'. Quella sarà la risposta di Gesù a questi scandalosi che fanno la doppia vita".

Questa doppia vita, secondo Francesco, "viene dal seguire le passioni del cuore, i peccati capitali che sono le ferite del peccato originale". Francesco ha invitato dunque a non rimandare la conversione: "A tutti noi, a ognuno di noi, farà bene, oggi, pensare se c'è qualcosa di doppia vita in noi, di apparire giusti, di sembrare buoni credenti, buoni cattolici ma da sotto fare un'altra cosa; se c'è qualcosa di doppia vita, se c'è un'eccessiva fiducia: 'Ma, sì, il Signore mi perdonerà poi tutto, ma io continuo...'". Invece occorre pensare "che il Signore in questo è molto duro", perché "lo scandalo distrugge".

SDA-ATS