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Pernottamenti in calo lo scorso inverno in Svizzera.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Quello appena trascorso è stato un inverno difficile per il settore alberghiero svizzero. Da novembre ad aprile i pernottamenti sono calati dell'1,8% rispetto a un anno prima, a 15,4 milioni.

A diminuire è stata soprattutto la clientela straniera (-3,8% a 8,0 milioni), mentre è cresciuta quella indigena (+0,5% a 7,4 milioni), indica una nota odierna dell'Ufficio federale di statistica (UST).

A livello cantonale soffrono soprattutto i Grigioni, dove si osserva la flessione più marcata (-6,6%), mentre in Ticino il calo è più contenuto (-1,2%).

A incidere negativamente sui dati complessivi è stata la contrazione della domanda del continente europeo, che ha segnato 354'000 notti in meno (-6,0%). La Germania ha registrato il maggiore calo in termini assoluti, con una flessione di 188'000 unità (-9,8%). Seguono la Russia (-50'000; -21,5%), i Paesi Bassi (-37'000; -12,3%), il Belgio (-28'000; -9,5%) e la Francia (-24'000; -3,8%). Il Regno Unito ha generato per contro un aumento di 14'000 notti (+1,7%).

In crescita anche gli ospiti asiatici, che hanno fatto registrare 28'000 pernottamenti in più (+2,1%). Il maggior incremento riguarda i Paesi del Golfo con 35'000 unità in più (+19,2%). Anche l'India (+9500; +8,1%) presenta un aumento, mentre la Cina (senza Hong Kong) un calo (-27'000; -6,8%). Per quanto concerne il continente americano, si registrano 6100 notti in più (+0,7%).

A livello regionale, nei Grigioni la diminuzione è stata di 180'000 unità. Seguono il Vallese (-85'000 unità; -4,2%), l'Oberland bernese (-56'000; - 3,8%) e la Regione di Basilea (-19'000; -2,7%). In Ticino il calo è stato di 7'000 notti. In controtendenza la Regione del Lemano con 47'000 pernottamenti in più (+4,2%) e quella di Zurigo con un incremento di 37'000 unità (+1,6%).

sda-ats

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