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Momenti difficili per la piazza ginevrina.

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Dopo i primi sei mesi dell'anno definiti "difficili" la piazza finanziaria ginevrina è preoccupata: utili, attivi e impieghi risultano in calo, in un contesto di incertezze relative alle condizioni quadro.

Lo rileva l'inchiesta congiunturale annuale pubblicata oggi dalla "Fondation Genève Place Financière". La situazione è "globalmente meno buona" ha affermato all'ats una responsabile della Fondazione e ciò concerne soprattutto i grandi istituti, che fanno spesso da apripista per gli altri.

Tra gli indicatori, gli oneri salariali sono stabili o in leggero aumento per le piccole banche: l'utile netto di un terzo delle grandi banche è calato tra l'8 e il 14%. Per gli istituti di media grandezza il calo supera addirittura il 15%

In termini di impiego le cifre consolidate vengono rese note ogni due anni: la disoccupazione sembra stabile, ma c'è un certo allarmismo, dovuto a preavvisi di possibili licenziamenti, piani sociali e capacità di assorbimento di personale da parte del settore finanziario extra bancario. Gli istituti parlano esplicitamente di riduzione degli effettivi.

Per quanto attiene agli attivi in gestione, le banche globalmente proseguono sulla via del "passo indietro", considerata la differenza tra apporti di fondi e prelievi. Gli attivi diminuiscono tra il 3 e il 7% in oltre il 70% delle grandi banche e di un terzo nelle piccole. Sono invece stabili nei gestori patrimoniali indipendenti e perfino in leggero aumento nelle banche intermediarie.

A suscitare preoccupazione contribuiscono anche le discussioni tra la Svizzera e l'Unione Europea: oltre l'80% delle grandi banche e il 53% dei gestori indipendenti affermano che l'assenza di accesso facilitato al mercato finanziario europeo cambierebbe in maniera significativa il loro modello d'affari. Il 70% delle piccole banche e il 52% di quelle medie la pensa invece in modo contrario. "Bisogna rimanere competitivi" dichiara la responsabile di "Fondation Genève Place Financière" la quale, di fronte a un clima di incertezza legato anche alle votazioni sulla fiscalità incita all'azione per salvaguardare l'attrattiva del settore e tutto l'ecosistema finanziario.

Sull'insieme del 2016 le grandi banche si attendono una flessione dell'utile netto simile a quello del primo semestre; per le banche medie e piccole la situazione dovrebbe risultare leggermente migliore, mentre per i gestori indipendenti si profila un certo deterioramento.

Nel settore dell'occupazione i grandi istituti e i gestori indipendenti prevedono un calo degli effettivi, mentre la metà di quelli medi si attendono un aumento degli impieghi. Il pessimismo aumenta in vista del 2017, in particolare nelle grandi banche.

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SDA-ATS