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Per il terzo esercizio consecutivo, il costruttore aeronautico nidvaldese Pilatus ha registrato l'anno scorso un giro d'affari di oltre un miliardo ma in leggero calo rispetto al 2014.

Il fatturato si è infatti attestato a 1,12 miliardi di franchi rispetto agli 1,17 miliardi del 2014, anno record.

In leggera flessione anche il risultato operativo, contrattosi di 9 milioni di franchi su un anno a 191 milioni "malgrado grandi investimenti di circa 150 milioni di franchi nelle infrastrutture, nella ricerca e sviluppo", ha comunicato oggi l'impresa con sede a Stans.

Le entrate di ordinazioni sono più che raddoppiate passando da 561 milioni nel 2014 a 1,37 miliardi nel 2015. Le commesse in portafoglio ammontavano a 1,47 miliardi di franchi alla fine del 2015 (1,23 miliardi nel 2014), "una base considerevole per il futuro", indica la nota.

Al riguardo ha avuto un forte peso l'ordinazione in dicembre da parte delle forze aeree dell'esercito australiano di 49 apparecchi di addestramento PC-21 che verranno consegnati tra il 2017 e il 2019, viene sottolineato. Anche il nuovo modello 2016 del PC-12 NG, presentato in novembre, arricchirà in futuro il catalogo del costruttore della Svizzera centrale.

In totale 121 aerei sono stati costruiti nel 2015 in parti relativamente uguali tra apparecchi civili e di addestramento. Se questi ultimi - sottolinea Pilatus - valgono per due terzi del giro d'affari, "il mercato dell'aviazione civile va meglio dalla crisi finanziaria ed economica del 2008".

Pilatus ha creato 63 nuovi impieghi a tempo pieno aumentando del 3,5% i suoi affettivi a 1788 dipendenti.

Il presidente del consiglio di amministrazione Oscar Schwenk ritiene che "l'anno 2016 sarà meno buono": il fatto che le commesse saranno "finanziariamente effettive" a partire dal 2017 peserà sul risultato, che poggerà tuttavia su "una base solida".

sda-ats

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