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La portaerei Carl Vinson

KEYSTONE/AP/LENNY IGNELZI

(sda-ats)

La portaerei americana Carl Vinson ha cominciato il pattugliamento del mar Cinese meridionale insieme a una flotta di cacciatorpedinieri Aegis.

L'operazione, annunciata sabato dalla Marina Usa, rientra nell'ambito delle attività di routine e di addestramento nel mar delle Filippine. Si tratta della prima missione dal 2105 della Vinson, di base a San Diego, nel Pacifico occidentale.

Il segretario alla Difesa Jim Mattis, che di recente ha fatto la prima visita agli alleati dell'Asia orientale, Corea del Sud e Giappone, ha chiarito che la costruzione di isole artificiali e l'avanzata di Pechino nel mar Cinese meridionale sono atti che minacciano l'ordine internazionale.

Secondo gli osservatori, la ripresa della sorveglianza Usa nelle acque contese testimonia la volontà americana di presidiare la regione nonostante il temuto disimpegno nell'era di Trump alla Casa Bianca.

Da parte cinese, la mossa della Vinson è vista come "una minaccia militare" e, malgrado non siano noti i piani del tycoon, c'è la possibilità di maggiori interferenze nell'area. Pur con la dura opposizione di Pechino, Washington avviò nel 2016 il "piano sulla libertà di navigazione", inviando la USS Decatur in attività vicino alle isole Triton e Woody nell'arcipelago delle Xisha.

"La Cina rispetta e conferma la libertà di navigazione e di volo nel mar Cinese meridionale di cui i Paesi possono usufruire con le leggi internazionali, ma si oppone con decisione ai tentativi di ogni nazione di minaccia alla sovranità e alla sicurezza in nome della libertà di navigazione e di volo", ha commentato la scorsa settimana il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, in merito alle indiscrezioni circolate sulla missione della Vinson.

SDA-ATS