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Gerhard Pfister al congresdso del PPD ad Appenzello

KEYSTONE/EDDY RISCH

(sda-ats)

Per il presidente del Partito popolare democratico Gerhard Pfister, l'Europa deve ridiventare democristiana: lo ha detto al congresso ad Appenzello (AI) richiamando il partito a un dibattito sui valori.

Entro un anno saranno ridefiniti strategia e organizzazione. Decise le parole d'ordine per le votazioni di settembre.

Pfister ha dichiarato davanti a 500 persone tra delegati e simpatizzanti e alla presenza della ministra Doris Leuthard: chi considera, malgrado il terrorismo in Europa, la crisi migratoria e gli attacchi ai costumi occidentali che un dibattito sui valori non sia necessario, non si assume sul serio le propri responsabilità politiche.

Secondo il presidente PPD le politiche migratorie e monetarie dell'UE hanno fatto peggiorare gravemente la sicurezza, la libertà e la prosperità in Europa, che "si è allontanata dalle idee democratiche cristiane", tralasciando i bisogni dei suoi cittadini in fatto di sicurezza".

O l'UE tornerà ad essere democristiana o fallirà, ha dichiarato Pfister, secondo cui non tutti hanno capito i cambiamenti che si vanno profilando. Uno dei primi progetti del PPD consisterà nell'elaborare proposte per impedire il fondamentalismo e il radicalismo in Svizzera, soprattutto in nome della religione.

Per troppo tempo siamo stati tolleranti nei riguardi di coloro che propugnano l'intolleranza, ha sottolineato; "chi cerca protezione nel nostro Paese ma non riconosce i nostri valori farebbe meglio a chiederla a un Paese che corrisponde a i suoi valori". È un errore, secondo Pfister, rimettere in dubbio i diritti dell'uomo come fanno certe cerchie politiche.

Il PPD, con questo congresso posto all'insegna dl motto "Il futuro comincia adesso", intende avviare il dibattito sulla propria strategia futura e si dà tempo fino all'estate 2017 per ridefinire la struttura e la riorganizzazione interna.

Leuthard: una provocazione

Nel corso di una tavola rotonda la consigliera federale Doris Leuthard ha definito "una provocazione" le decisioni adottate venerdì dalla commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio Nazionale relative alla riforma Previdenza 2020. Ma ha aggiunto di essere convinta che dopo il dibattito alle Camere il risultato sarà diverso.

Il un comunicato il partito aveva già parlato di "smantellamento sociale inaccettabile" voluto dalla destra, pur riconoscendo che il sistema previdenziale ha urgente bisogno di essere rivisto, onde garantire le rendite future.

I delegati hanno quindi deciso le parole d'ordine per le votazioni del prossimo 25 settembre. No all'iniziativa popolare "AVSplus: per un'AVS forte" (293 no, 7 sì e 4 astenuti). Per gli altri temi valgono le decisioni del comitato direttivo prese alla vigilia: Sì alla legge Legge federale sulle attività informative (35 a 0); No all'iniziativa "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse" (37 a 1).

Infine anche un No (37 a 0) all'iniziativa "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare", che però sarà sottoposta in votazione il 27 novembre.

sda-ats

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