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Il Comitato di Egerkingen ha lanciato un'iniziativa popolare contro il velo integrale.

Keystone/KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI

(sda-ats)

Tutti devono mostrare il proprio viso in pubblico. È quanto afferma il presidente della Federazione svizzera delle chiese protestanti (FEPS), Gottfried Locher, pronunciandosi a favore del divieto di dissimulare il volto, che comprende anche il velo islamico.

"Chi non mostra il viso, nasconde l'essenziale della propria identità", dichiara Locher in un'intervista pubblicata oggi sui quotidiani svizzero tedeschi "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". Secondo lui, "un divieto generale di dissimulazione è meglio rispetto ad uno specifico contro il burqa".

Locher afferma di essere contro prescrizioni sul vestiario, ma "dobbiamo definire dei limiti, e questo in entrambe direzioni". Se da una parte, per motivi morali, non passeggiamo nudi per strada, dall'altra "garantiamo che chi si muove su uno spazio pubblico possieda un'identità". Ciò include il fatto di vedere il viso, sostiene.

Secondo lui, la religione e il burqa devono essere considerati in maniera separata. Il viso nascosto da un burqa non è una una caratteristica generale dell'Islam, precisa riferendosi a dichiarazioni di capi religiosi musulmani secondo cui indossarlo è "più una manifestazione di una ideologia che di una teologia".

Il Comitato di Egerkingen ha lanciato un'iniziativa popolare contro il velo integrale. Da un sondaggio pubblicato ieri sui domenicali "SonntagsZeitung" e "Le Matin Dimanche" emerge che il 71% degli svizzeri sostiene il testo.

sda-ats

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