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Super-Export: Germania tra i sorvegliati USA.

KEYSTONE/EPA AAP/DAN HIMBRECHTS

(sda-ats)

Gli Stati Uniti in pressing sulla Germania per il super-export. Nel rapporto semestrale sui maggiori partner commerciali, il Tesoro Usa mette in una lista dei sorvegliati speciali la Germania, insieme al Cina, Giappone, Taiwan e Corea del Sud.

Tutti e cinque paesi da "monitorare" per le pratiche adottate che potrebbero consentire loro vantaggi competitivi commerciali sugli Usa.

La lista è definita in base a tre criteri: i cinque paesi rientrano in due su tre e nessuno è bollato un 'manipolatore di valute', definizione che implicherebbe sanzioni immediate. Centrare la 'tripletta' si tradurrebbe in un immediato confronto con le autorità e potenziali sanzioni.

I criteri per finire nella lista dei sorvegliati speciali sono: un surplus commerciale con gli Stati Uniti superiore ai 20 miliardi di dollari; un surplus delle partite correnti superiore al 3% del pil; e una ripetuta svalutazione della propria valuta per acquistare asset stranieri pari al 2% della produzione in un anno.

L'obiettivo della lista dei sorvegliati speciali è quello di spingere i paesi che ne fanno parte ad affrontare gli elevati squilibri commerciali con gli Stati Uniti. La Germania come la Cina, il Giappone e la Corea del Sud centra due dei tre criteri fissati, quello sul surplus commerciale e quello sulle partite correnti. Taiwan, invece, centra quelli delle partite correnti e degli interventi sui tassi di cambio. Lo yuan "dovrebbe continuare a sperimentare un reale apprezzamento nel medio termine" afferma il Tesoro americano, sottolineando che Taiwan dovrebbe limitare gli interventi sui cambi a "eccezionali circostanze di condizioni disordinate su mercato".

Non è la prima volta che il Tesoro americano invita la Germania a fare di più. Già nel 2013, in un rapporto sullo stato dei principali partner commerciali, aveva puntato il dito contro il super export tedesco, mettendo in evidenza che creava problemi all'economia di Eurolandia. Il nuovo rapporto arriva a pochi giorni di distanza dall'incontro fra il presidente Barack Obama e la cancelliera tedesca Angela Merkel, e irrompe in campagna elettorale.

I candidati alla Casa Bianca repubblicani e democratici hanno sollevato dubbi sui meriti del libero scambio, paventano paletti alla chiusura degli accordi commerciali della Trans-Pacific Partnership. Anche gli Stati Uniti e L'Europa sono impegnati a trattare un accordo di libero scambio. Il rapporto del Tesoro rischia così di accendere le polemiche fra le due sponde dell'Atlantico e alimentare il dibattito politico, con Donald Trump che ha annunciato che dichiarerà la Cina manipolatore di valute.

sda-ats

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