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Un'immagine della sala del Consiglio nazionale (archivio)

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

L'ultima settimana della sessione primaverile delle Camere federali inizia oggi al Nazionale (14.30-19.00) con la tradizionale "ora delle domande". La Camera del popolo discuterà in seguito della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020.

Giovedì scorso la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) ha fatto alcuni passi in direzione degli Stati, ma sui punti centrali del progetto i due rami del Parlamento continuano ad avere visioni contrapposte.

La CSSS-N ha ribadito che la prevista riduzione dal 6,8% al 6% del tasso di conversione, che serve a calcolare le rendite pensionistiche, va compensata nell'ambito della previdenza professionale, con un aumento dei prelievi salariali e la soppressione della deduzione di coordinamento. Questa soluzione prevede anche un aumento ridotto dell'IVA (di 0,6 punti).

Su questo aspetto la commissione non ha quindi fatto alcuna concessione alla Camera dei Cantoni, che ha sempre sostenuto la necessità di agire nell'ambito del Primo Pilastro, con un supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS e l'aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150% al 155%. Tale misura andrebbe finanziata con un aumento dell'IVA di un punto percentuale.

La CSSS-N propone tuttavia di rinunciare - come chiesto dagli Stati - ai previsti tagli nelle rendite per vedove/i e gli orfani e all'aumento automatico fino a 67 anni dell'età pensionabile in caso di ristrettezze finanziare dell'AVS.

Circa il meccanismo di compensazione, oggi al Nazionale, la minoranza composta dalla sinistra e dal PPD tenterà ancora una volta di far passare la versione fin qui difesa dagli Stati. Se, come previsto, la camera confermerà le decisioni prese in precedenza si andrà in Conferenza di conciliazione. Le decisioni che essa prenderà saranno discusse in aula giovedì.

Al Consiglio degli Stati (15.15-20.00) la seduta inizierà con l'esame dell'ultima divergenza rimasta in merito alla revisione parziale della Legge contro il lavoro nero (LLN) e che riguarda le disposizioni sulle sanzioni. La commissione preparatoria propone di allinearsi al Nazionale.

La Camera del popolo aveva bocciato il nuovo articolo che mirava a punire con una multa compresa tra 1000 e 5000 franchi le violazioni degli obblighi di annuncio. Per la maggioranza del Nazionale tali sanzioni non sono efficaci per lottare contro il lavoro nero e costituiscono un eccessivo onere amministrativo per le imprese. Esistono inoltre già altri strumenti legislativi per punire chi sgarra.

I "senatori" si esprimeranno in seguito sulla partecipazione svizzera alla missione della KFOR in Kosovo. La commissione preparatoria propone di prorogare l'impegno della SWISSCOY fino alla fine del 2020 e di approvare il piano di riduzione degli effettivi - dagli attuali 235 a 165 nel 2019 - proposto dal Consiglio federale.

SDA-ATS