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Un'immagine della manifestazione di Zurigo.

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

"Lottare insieme per un'AVS forte!": mobilitate da questo slogan lanciato dai sindacati, alcune migliaia di persone hanno partecipato oggi, in una cinquantina di località svizzere, alle tradizionali manifestazioni del Primo Maggio.

Fra gli oratori anche il consigliere federale socialista Alain Berset, mentre la collega Simonetta Sommaruga ha preferito visitare il personale di un ospedale a Winterthur.

La sola manifestazione veramente imponente - in una giornata per lo più piovosa e fredda - si è tenuta a Zurigo, con la partecipazione di circa 10'000 persone e con lo slogan aggiuntivo lanciato dal locale Comitato del Primo Maggio "Siamo tutti profughi". Il tema degli stranieri e dei rifugiati è stato evocato anche altrove, con esortazioni alla solidarietà e contro la xenofobia. Anche il franco forte e le sue nefaste conseguenze sull'impiego hanno dominato i discorsi dei sindacalisti.

Disordini a Zurigo, tranquillo altrove

Come ogni anno si sono fatti vedere e sentire nella città sulla Limmat gli autonomi di estrema sinistra, già protagonisti di atti di teppismo venerdì sera, con danni per oltre 200'000 franchi. In circa 300 hanno partecipato oggi al corteo ufficiale nelle vie cittadine, accendendo fumogeni e petardi e lanciando sacchetti di vernice, soprattutto in punti nevralgici dove ci sono banche e ristoranti di catene internazionali. Vittime degli sprayer sono stati anche edifici dell'amministrazione e della polizia cantonali.

I danni ammontano a decine di migliaia di franchi, ha indicato la polizia nel pomeriggio. Ma il bilancio potrebbe appesantirsi, essendo state annunciate ulteriori azioni.

Altrove la partecipazione è stata più contenuta: un migliaio di persone a Basilea, alcune centinaia soltanto a Berna, circa 300 a Ginevra, dove una ventina di giovani dimostranti, per lo più di estrema sinistra, hanno fatto ritardare il corteo ufficiale e inscenato scaramucce con la polizia.

AVS tema centrale

Tema principale di rivendicazione è stata l'AVS. L'Unione sindacale svizzera ha approfittato dell'occasione per fare campagna in favore dell'iniziativa AVSPlus. Essa chiede un aumento delle rendite di vecchiaia del 10% destinato anche a compensare la costante riduzione di quelle delle casse pensione, con un esito "a volte drammatico", ha sostenuto il presidente dell'USS Paul Rechsteiner. Il consigliere agli Stati socialista sangallese ha fatto il giro di mezza Svizzera: dopo essere stato ieri a Spiez e Thun (BE), sole località a festeggiare il Primo Maggio, si è ripetuto oggi a Zofingen (AG), Zugo e Bülach (ZH).

Ha disertato invece le manifestazioni il presidente del Partito socialista svizzero Christian Levrat, che si trova all'estero e che si è limitato ad esprimersi sul sito web del PS, denunciando il "vento freddo", non solo meteorologico, che soffia sulla Svizzera dopo la svolta a destra delle ultime elezioni federali di ottobre. "Smantellamento della collaborazione allo sviluppo, rafforzamento del potere delle casse malattia, aumento dell'età di pensionamento, rifiuto del congedo parentale: la lista delle decisioni glaciali prese dalla maggioranza di destra contro gli interessi della popolazione è lunga".

Berset: "giustizia sociale sotto tiro"

Sul tema della previdenza vecchiaia non ha potuto fare a meno di esprimersi anche il ministro competente Alain Berset. Un'AVS forte e stabile è centrale per la giustizia sociale in Svizzera, nella riforma attualmente in discussione occorre una soluzione che abbia la fiducia di tutti, ha affermato il consigliere federale socialista ad Aarau, dove non c'era però gran folla ad ascoltarlo: circa 150 persone.

Il ministro ha rilevato che "la giustizia sociale è oggi sotto tiro", come lo Stato sociale, che è la base per la convivenza pacifica di tutti. Una "ovvietà", quest'ultima, "che oggi non è più tale": "gli attacchi di fondo allo stato sociale sono tornati di moda".

Sommaruga in ospedale

La collega socialista in governo Simonetta Sommaruga ha rinunciato ai comizi per recarsi alla clinica ginecologica dell'ospedale cantonale di Winterthur (ZH). In brevi colloqui con membri del personale curante si è informata sulle loro condizioni di lavoro difficili, con orari irregolari e servizio notturno e festivo. Nell'ospedale sono in molti a lavorare a tempo parziale, anche in funzioni direttive. "Dovrebbe essere una cosa ovvia", ha commentato la consigliera federale. Ci vogliono datori di lavoro che promuovono questo modello, ma anche dipendenti che lo reclamano, ha aggiunto.

sda-ats

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