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Profughi: intensificare rapporti con Eritrea per facilitare rinvii (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI

(sda-ats)

La Commissione della politica estera (CPE) del Consiglio degli Stati ha adottato a larghissima maggioranza una mozione del Nazionale volta a "ridurre i flussi dei profughi e/o dei migranti provenienti dall'Eritrea".

La CPE punta su un'intensificazione dell'attività diplomatica elvetica presso le autorità del Paese africano.

La Commissione ha adottato il testo del consigliere nazionale Claude Béglé (PPD/VD) con otto voti contro uno e due astensioni, indica la segreteria della commissione in una nota diramata oggi. La mozione, già accolta dalla Camera del popolo lo scorso 17 giugno, gode pure del favore del Consiglio federale, che però non si fa illusioni.

La situazione in Eritrea rimane "opaca" e le possibilità di cooperare con questo Paese sono attualmente "limitate", scriveva il Consiglio federale alla fine di maggio nella sua risposta al testo del democristiano, depositato alla metà di marzo.

Il governo non si oppone alla conclusione di un accordo di riammissione. Finora però l'Eritrea rifiuta sistematicamente ogni genere di collaborazione nei casi di ritorno forzato. Inoltre, vista l'assenza di garanzie in merito alla sicurezza per le persone che fanno ritorno al Paese, i rinvii sono eccezionali, constatava l'esecutivo.

Il Consiglio federale ricorda inoltre che in risposta a un postulato del consigliere nazionale e presidente del PPD Gerhard Pfister (ZG) quest'autunno presenterà quelli che considera gli approcci più idonei per affrontare la questione.

La mozione di Béglé era stata depositata pochi giorni dopo una missione di una delegazione di politici svizzeri in Eritrea che aveva fatto molto discutere. Oltre a Béglé, del gruppo facevano tra l'altro parte la consigliera di Stato argoviese Susanne Hochuli (Verdi) e i consiglieri nazionali Thomas Aeschi (UDC/ZG), Yvonne Feri (PS/AG) e Christian Wasserfallen (PLR/BE). Al loro ritorno avevano chiesto più relazioni tra Berna e Asmara per facilitare il rinvio in quel Paese, da cui proviene il maggior numero di rifugiati in Svizzera.

La loro iniziativa era stata criticata da politici e organizzazioni umanitarie, secondo cui la delegazione elvetica non aveva i mezzi per ottenere un'immagine realistica della situazione dei diritti dell'uomo sul posto.

I richiedenti asilo eritrei sono un argomento ricorrente alle Camere federali. Già oltre cinque anni or sono i parlamentari hanno auspicato un accordo di riammissione che dovrebbe consentire alla Svizzera di rispedire in patria coloro che hanno visto respinta la richiesta d'asilo.

sda-ats

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