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La notte di due anni fa in cui il sedicenne palestinese Muhammad Abu Khdeir fu bruciato vivo alla periferia di Gerusalemme: il capo degli assalitori - Yossef Haim Ben David (30 anni) - era capace di intendere.

È dunque totalmente colpevole di quell'assassinio. Lo ha stabilito oggi la Corte distrettuale di Gerusalemme respingendo così la perizia psichiatrica sottoposta alcuni mesi fa in extremis dalla difesa.

La sua pena sarà resa nota in una prossima seduta. Lo scorso febbraio i suoi due complici - entrambi giovanissimi - sono già stati condannati rispettivamente all'ergastolo e a 21 anni di carcere.

sda-ats

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