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La ristrutturazione di Richemont sarà meno ampia di quanto annunciato in febbraio: il gruppo ginevrino dovrebbe alla fine tagliare un centinaio di posti.

Gli impiegati licenziati beneficeranno di misure di reimpiego professionale, annuncia oggi in un comunicato il sindacato Unia. Trasferimenti interni ed esterni, pensionamenti anticipati - una cinquantina - e alcune misure di sostegno per le partenze volontarie hanno permesso di limitare i licenziamenti.

"Nel piano sociale è previsto un aiuto per le persone che desiderano rendersi indipendenti", ha precisato all'ats Pierluigi Fedele, responsabile del settore dell'industria orologiera e membro del comitato direttivo del sindacato.

È inoltre stato avviato un programma della durata di sei mesi con un'impresa di ricollocazioni esterne che potrebbe permettere di trovare ancora altre soluzioni.

I licenziamenti concernono cinque sedi svizzere del gruppo Richemont dei marchi Piaget, Vacheron Constantin e Cartier. Piaget sarebbe confrontata ancora con una ventina di soppressioni di impieghi (a fronte delle 47 annunciate). Da parte sua Vacheron Constantin perderebbe una decina impieghi a Plan-les-Ouates (GE), contro i 50 annunciati inizialmente per Vallée de Joux (VD) e i 35 a Ginevra. Infine, meno di 50 persone saranno licenziate da Cartier (contro le 170 annunciate).

"Abbiamo salvato 200 persone ma non 200 posti di lavoro", ha sottolineato Pierluigi Fedele precisando che "il mercato del lavoro si sta prosciugando: rimane un punto interrogativo per il futuro".

sda-ats

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