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Il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze nella riforma III della tassazione delle imprese.

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Dopo un lungo tira e molla tra le Camere, il Consiglio nazionale ha eliminato oggi le ultime due divergenze con gli Stati in merito alla riforma III della tassazione delle imprese. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

La Camera del popolo ha approvato (122 voti a 64) il compromesso uscito dalla sua commissione, accettando l'idea di una tassazione di almeno il 60% dei dividendi versati dalle società agli azionisti, qualora i Cantoni concedano alle aziende la possibilità di dedurre gli interessi nozionali se investono in fondi propri.

Si tratta di un'esigenza fatta valere dagli Stati, preoccupati per le eccessive perdite fiscali generate dalla riforma. Il Nazionale si è sempre opposto finora ad un aumento dell'imposizione dei dividendi.

La Camera del popolo ha seguito anche, con 140 voti a 49, il Consiglio degli Stati per quanto riguarda la parte di imposta federale diretta che i Cantoni potranno in futuro tenere per sé.

Invece del 17% attuale, tale percentuale dovrebbe salire al 21,2% (il Nazionale ha sempre finora votato per il 20,5%). I maggiori introiti per i Cantoni dovrebbero compensare in parte l'abbandono da parte di quest'ultimi di alcuni modelli privilegiati di tassazione - invisi all'Ue - concessi alle società holding.

sda-ats

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