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Il leader del Partito socialdemocratico rumeno (Psd) al governo, Liviu Dragnea (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/VADIM GHIRDA

(sda-ats)

Il leader del Partito socialdemocratico rumeno (Psd) al governo, Liviu Dragnea, non esclude una revoca del controverso decreto d'urgenza che depenalizza l'abuso d'ufficio e altri reati di corruzione.

Esso è all'origine delle grandi manifestazioni di protesta degli ultimi giorni in tutto il Paese.

"È possibile che parleremo di una tale eventualità in seno al partito, e se il premier Sorin Grindeanu sarà d'accordo", ha detto Dragnea. Grindeanu, che fa parte del Psd, aveva detto due giorni fa che non intende recedere dal provvedimento sotto la pressione della piazza.

"Non voglio vedere i romeni gli uni contro gli altri, non voglio una Romania spaccata", ha affermato Dragnea, che è lui stesso indagato per corruzione e che sarebbe tra i primi beneficiari del decreto contestato, che dovrebbe entrare in vigore il 10 febbraio. Per martedì è atteso il pronunciamento della Corte costituzionale, alla quale il presidente romeno Klaus Iohannis, schierato con i manifestanti, si è rivolto chiedendo di pronunciarsi sulla misura del governo.

SDA-ATS