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Il premier Sorin Grindeanu.

Keystone/AP/ANDREEA ALEXANDRU

(sda-ats)

Il governo romeno resta in carica nonostante l'ondata di proteste di piazza contro la corruzione. L'esecutivo di centro-sinistra è uscito indenne dal voto di sfiducia che si è svolto oggi in Parlamento. 161 deputati hanno votato sì alla sfiducia, 232 i no.

Prima della votazione in aula il premier socialdemocratico Sorin Grindeanu, chiedendo la fiducia, aveva detto che il suo governo "ha degli obblighi nei confronti del popolo che gli ha dato fiducia in occasione delle elezioni" (dell'11 dicembre scorso, ndr).

"Vi chiedo di dare la fiducia a questo governo e di respingere la mozione", ha affermato il premier, che a più riprese ha respinto le richieste di dimissioni da parte delle centinaia di migliaia di manifestanti scesi in piazza negli ultimi giorni a Bucarest e nel resto della Romania.

Nella mozione di sfiducia, firmata da 123 deputati, si diceva che "i romeni non vogliono che politici corrotti vengano graziati e sottratti alla giustizia".

Il governo, sotto la pressione della protesta popolare, ha ritirato il contestato decreto sulla depenalizzazione dell'abuso di ufficio e di altri reati di corruzione, proponendo che un disegno di legge sullo stesso argomento venga sottoposto al dibattito in parlamento.

SDA-ATS