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Stretta di mano tra Erdogan e Putin

KEYSTONE/AP POOL SPUTNIK KREMLIN/ALEXEI DRUZHININ

(sda-ats)

Russia e Turchia hanno firmato l'accordo per la costruzione del gasdotto Turkish Stream, che porterà attraverso il mar Nero il gas russo in Turchia e poi, secondo il progetto, in Europa.

La firma è stata apposta a Istanbul, alla presenza dei due presidenti, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Il presidente russo, in una conferenza stampa congiunta con Erdogan, al termine del loro incontro a Istanbul ha precisato che la Russia ha deciso di togliere l'embargo sulla vendita nel Paese di diversi prodotti agricoli turchi, imposto nell'ambito delle sanzioni per la crisi del jet di Mosca abbattuto al confine con la Siria.

Il petrolio intanto è schizzato ai massimi da un anno dopo che Mosca ha detto di essere disposta a mettere un tetto alla produzione per far risalire il prezzo.

"Nella situazione attuale crediamo che un congelamento o una riduzione della produzione di petrolio sia il solo modo di preservare la stabilità del settore energetico e accelerare un riequilibrio del mercato", ha dichiarato Putin, intervenendo poco prima al 23/mo World Energy Forum in corso a Istanbul, dove i Paesi produttori lavorano ad una soluzione per ridurre l'eccesso di offerta petrolifera sui mercati.

"La Russia è pronta a unirsi alle misure comuni per limitare la produzione", ha sottolineato il capo del Cremlino, auspicando che un accordo venga raggiunto a novembre a Vienna nella riunione dell'Opec, di cui tuttavia la Russia non fa parte. Ad ottobre Mosca ha prodotto 11,2 milioni di barili di petrolio al giorno, polverizzando il suo vecchio record.

Il Brent è così volato a 53,73 dollari al barile, top da ottobre scorso e segnando anche il prezzo più alto nel 2016 mentre il Wti, il benchmark americano, è salito a 51,39 dollari al barile, registrando i massimi da giugno.

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SDA-ATS