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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha chiesto di nuovo assistenza giudiziaria a Kuala Lumpur in relazione al procedimento penale avviato nell'agosto 2015 nell'ambito dello scandalo finanziario che ha coinvolto il fondo sovrano della Malaysia (1MDB).

Sono infatti emerse "nuove operazioni sospette che avrebbero danneggiato la piazza finanziaria svizzera", afferma oggi la Procura federale in una nota.

Berna aveva già chiesto alla Malaysia assistenza giudiziaria lo scorso gennaio dopo aver aperto il 14 agosto 2015 un procedimento penale nei confronti di due ex funzionari di 1MDB (1Malaysia Development Berhad) e contro ignoti per corruzione di pubblici ufficiali stranieri, infedeltà nella gestione pubblica e riciclaggio di denaro. Decine di milioni di franchi erano stati bloccati in banche svizzere.

800 milioni sottratti e truffa con "schema Ponzi"

Dalle indagini - scrive l'MPC - è ora emerso che investimenti del fondo sovrano (esso pure malaysiano) SRC nell'ambito delle risorse naturali sarebbero stati sottratti per un valore pari a 800 milioni di dollari statunitensi (circa 780 milioni di franchi). Inoltre una truffa con "schema Ponzi" (ossia la corresponsione degli investitori iniziali con i capitali ottenuti da altri investitori invece che con il rendimento regolare degli investimenti) sarebbe stata commessa per occultare sia tale distrazione che la distrazione a scapito del fondo sovrano 1MDB, oggetto della prima domanda di assistenza giudiziaria.

L'MPC intende ora acquisire nuovi mezzi di prova in aggiunta a quelli oggetto della rogatoria di gennaio ancora pendente, per ricostruire i fatti indagati e consentire ai presunti danneggiati di annunciare le loro pretese nell'ambito del procedimento penale svizzero.

Rogatoria anche a Singapore

Sulla base dei nuovi indizi, la Procura federale ha anche presentato una domanda di assistenza giudiziaria complementare alla Repubblica di Singapore, che segue quella dello scorso aprile, quando il procedimento penale è stato esteso a due ex pubblici ufficiali degli Emirati Arabi Uniti incaricati dei fondi sovrani di Abu Dhabi. I due sono indagati per truffa, amministrazione infedele, infedeltà nella gestione pubblica, falsità in documenti, corruzione di pubblici ufficiali stranieri e riciclaggio di denaro.

Il procedimento penale condotto dal MPC - rammenta la sua nota - verte prevalentemente sulla distrazione di investimenti del fondo sovrano 1MDB destinati ai progetti Petrosaudi, Tanjong/Genting e ADMIC (Abu Dhabi Media Investment Corporation) e sulla distrazione di investimenti del fondo sovrano SRC nell'ambito delle risorse naturali.

Indagata anche BSI

Nel comunicato si rammenta che lo scorso maggio, sulla base delle conclusioni dello strumento di "enforcement" applicato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), l'MPC ha anche avviato un procedimento penale nei confronti della banca ticinese BSI "in seguito alla carente organizzazione interna della banca". La BSI, infatti, "non sarebbe stata in grado di impedire la commissione dei reati attualmente al centro delle indagini".

Nel contesto dei fondi sovrani malaysiani 1MDB e SRC, allo stato delle indagini, sono quindi indagate quattro persone fisiche ed è prevista la responsabilità di un istituto bancario, riassume la Procura federale.

L'MPC indica di aver "ricevuto, con grande soddisfazione", i mezzi di prova chiesti tramite rogatoria a Singapore lo scorso aprile. Per quanto riguarda la collaborazione con la Malaysia, la Procura federale "confida nell'esecuzione delle sue domande di assistenza giudiziaria", conclude la nota.

sda-ats

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