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Non è stato ancora arrestato né identificato l'uomo che ieri mattina ha ucciso un 42enne kosovaro per strada a San Gallo. La polizia sta esaminando le immagini di diverse videocamere situate in città.

"Non l'abbiamo ancora preso", ha dichiarato oggi all'ats Hanspeter Krüsi, portavoce della polizia cantonale, che ha diffuso sul suo sito web una fotografia della vittima e spera nell'aiuto di eventuali testimoni.

Il kosovaro è stato ucciso con almeno un colpo d'arma da fuoco alle 5 del mattino nella Webergasse, nella città vecchia, a pochi passi dalla cattedrale. Una donna ha detto di aver visto il presunto omicida correre verso la vicina Gallusplatz.

La polizia spera che siano d'aiuto le immagini delle diverse videocamere situate in città, di cui due collocate nelle immediate vicinanze del luogo del delitto. "Stiamo analizzando una enorme quantità di dati", ha detto Krüsi.

Gli inquirenti hanno potuto intanto trovare la camera in cui il kosovaro abitava, situata sulla stessa via a pochi passi dal luogo in cui è stato ucciso, e suppongono che l'uomo che gli ha sparato lo abbia aspettato all'uscita di casa per abbatterlo. L'uomo viveva illegalmente in Svizzera. Vi era giunto nel 2000 come richiedente asilo ma era entrato pochi giorni dopo nella clandestinità. Nel 2013 era stato beccato a lavorare in nero a Gossau (SG) ed era stato espulso verso il Kosovo. Dall'agosto 2013 pendeva su di lui un divieto di ingresso in Svizzera per la durata di tre anni.

L'uomo ha verosimilmente trovato una nuova occupazione illegale. Quando è stato ucciso indossava abiti da lavoratore edile e si stava probabilmente recando al lavoro. La polizia non sa ancora dove, né se fosse in conflitto con qualcuno.

Nell'appello a eventuali testimoni il presunto omicida è stato indicato come un uomo corpulento sui 40-50 anni, che indossava jeans blu chiari e una giacca scura e aveva in mano un ombrello blu.

sda-ats

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