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Il tribunale cantonale di San Gallo.

KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER

(sda-ats)

Tre anni e quattro mesi di carcere: è la pena inflitta ad un sessantenne in seconda istanza dalla giustizia sangallese per aver falsificato un testamento. Secondo i documenti fasulli avrebbe ereditato un milione di franchi da una novantenne.

Il tribunale cantonale di San Gallo ha ridotto la pena di otto mesi. L'uomo dovrà comunque sostenere le spese giudiziarie di 40'000 franchi.

Nell'ottobre del 2015, la corte distrettuale lo aveva condannato a quattro anni di reclusione ritenendolo colpevole di appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione.

Il sessantenne era stato incaricato della curatela della signora deceduta nel febbraio del 2014. Il sospetto relativo all'autenticità del testamento, che designava l'imputato quale unico erede, è sorto solo dopo che l'uomo ha consegnato un certificato ereditario al notariato di Stato.

Secondo gli esperti il testamento è stato scritto con mano tremante dall'imputato, quest'ultimo ha anche imitato la firma della donna.

A sua difesa, l'uomo ha affermato che la signora ha sempre manifestato l'intenzione di designarlo unico erede e di non aver fatto altro che aiutarla a scrivere le sue ultime volontà, guidando la sua mano.

I giudici non gli hanno creduto e lo hanno invece dichiarato colpevole di falsità in documenti e truffa.

SDA-ATS