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Nel contenzioso sul futuro del gruppo zughese Sika attivo nel campo delle specialità chimiche è stata avviata un'altra causa (foto d'archivio).

Keystone/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Nel contenzioso sul futuro del gruppo zughese Sika attivo nel campo delle specialità chimiche è stata avviata un'altra causa.

La Schenker-Winkler Holding (SWH), che rappresenta gli interessi della famiglia fondatrice Burkhard-Schenker, ha inoltrato ricorso contro alcune decisioni prese all'assemblea generale dello scorso 12 aprile.

Gli eredi del fondatore dell'azienda Kaspar Winkler si oppongono in particolare alla rinomina nel Consiglio d'amministrazione (Cda) di Monika Ribar, Paul Hälg, Daniel Sauter, Ulrich Suter e Christoph Tobler, informa Sika in un comunicato di questa sera. Ad essere contestata è anche la non elezione del loro candidato Jacques Bischoff. L'azienda è stata - secondo proprie indicazioni - informata oggi dell'azione legale.

La direzione di Sika ricorda che due ricorsi erano già stati depositati da SWH presso il tribunale cantonale di Zugo. Attraverso le due azioni legali, la famiglia fondatrice contesta le decisioni di due altre assemblee ordinarie svoltesi in aprile e in luglio 2015. Queste riguardano la limitazione dei diritti di voto di SWH.

Come noto, nel dicembre 2014 SWH aveva fatto sapere di voler vendere la sua partecipazione (del 16% del capitale, ma del 53% dei diritti di voto) al gruppo francese Saint-Gobain per 2,75 miliardi di franchi, un prezzo di vendita assai superiore al valore di mercato delle corrispondenti azioni. Dopo l'annuncio vari azionisti e i manager aziendali erano saliti sulle barricate, cercando di contrastare l'operazione. Ne è nato un contenzioso tuttora pendente presso i tribunali.

sda-ats

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