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Guardiani delle Rivoluzione iraniani.

/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

(sda-ats)

Tredici militari iraniani sono stati uccisi e 21 feriti, alcuni in modo grave, in uno scontro con jihadisti oggi in Siria: lo riferiscono i media iraniani.

Si tratterebbe della perdita di vite umane più grave, in un singolo episodio, sofferta finora dalle forze della Repubblica Islamica che combattono a fianco dell'esercito regolare del presidente Assad.

La strage di iraniani è avvenuta a Sud di Aleppo - in una battaglia contro gruppi di militanti di al Qaida, riferiscono i media iraniani - proprio mentre uno stretto collaboratore della Guida Suprema incontrava stamane a Damasco il presidente Bashar al-Assad per ribadire che la Repubblica Islamica si impegnerà con tutte le sue capacità per contrastare "il terrorismo" in Siria e nella regione.

In un lungo colloquio con Assad, l'iraniano Ali Abkar Velayati ha lodato il governo siriano per la "vigorosa difesa" messa in atto contro i terroristi. "L'Iran - ha detto - mobiliterà tutte le sue risorse per combattere i terroristi che stanno perpetrando crimini contro le nazioni oppresse della regione, al di là delle ridicole definizioni che inquadrano questi terroristi come moderati o semplici estremisti".

Sarebbero circa 150'000 i "volontari" iraniani in Siria, inquadrati in battaglioni e reparti dei Guardiani della Rivoluzione, lo speciale corpo di élite che fa capo alla Guida Suprema Ali Khamenei. Pesante è il bilancio complessivo dei "martiri dei santuari", come vengono chiamati i morti iraniani nella guerra siriana: sarebbero già oltre mille, secondo organizzazioni di volontari sciiti. Solo nel cimitero di Teheran sono centinaia le tombe.

sda-ats

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