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Forze governative siriane nel nord della città di Aleppo.

Keystone/EPA SYRIAN ARAB NEW AGENCY/SYRIAN ARAB NEW AGENCY / HANDOUT

(sda-ats)

Gli attivisti dell'opposizione siriani oggi hanno denunciato un nuovo attacco con gas di cloro delle forze governative ad Aleppo. Intato, l'Isis, costretto ad una graduale ritirata in Siria e in Iraq, moltiplica gli attacchi suicidi e potenzia l'opera di propaganda.

La nuova denuncia sull'uso di armi chimiche da parte del regime di Bashar al Assad è venuta sia da attivisti sia da operatori dei servizi di soccorso nella parte orientale di Aleppo controllata dai ribelli e assediata dalle forze lealiste. La tv panaraba Al Jazeera parla di un morto e decine di intossicati. Mentre fonti citate dall'agenzia AP fanno riferimento a un'ottantina di intossicati per l'attacco, nel quartiere di Al Sukkari. Le accuse non possono essere verificate indipendentemente.

Le stesse fonti avevano denunciato un altro bombardamento con gas cloro l'11 agosto in cui sarebbero morti una donna e i suoi due figli di 4 e 10 anni nel quartiere di Zubdiya. E in un rapporto dell'ONU e dell'Organizzazione per il controllo delle armi chimiche (Opac) reso noto il 24 agosto le forze governative sono state accusate di avere usato in precedenza gas di cloro in almeno due occasioni e l'Isis di avere impiegato gas iprite in almeno un attacco.

Intanto lo Stato islamico, dopo una serie di attentati kamikaze con decine di vittime compiuti ieri per lo più in aree sotto il controllo di truppe governative siriane, oggi ha affermato di aver distrutto due carri armati turchi in Siria, uccidendo un numero imprecisato di soldati di Ankara, e di aver compiuto un'azione suicida contro un raggruppamento di miliziani siriani filo-turchi al confine tra i due Paesi.

Le forze armate di Ankara confermano che almeno due soldati turchi sono rimasti uccisi e cinque feriti dal lancio di razzi anticarro nella zona di Al Rai, strappata nei giorni scorsi all'Isis nel corso dell'offensiva denominata Scudo dell'Eufrate.-

Nel frattempo, secondo un bilancio dell'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), sono saliti ad almeno 43, di cui 20 civili e 23 soldati, i morti in un attentato suicida rivendicato ieri dall'Isis a Tartus, città sede dell'unica base navale russa sul Mediterraneo. Salgono così ad una sessantina gli uccisi nei cinque attentati di cui lo Stato islamico si è assunto la paternità in Siria.

L'agenzia Aamaq, principale megafono della propaganda dell'Isis, ha rivendicato anche un attentato compiuto con un'autobomba nella tarda serata di ieri a Baghdad, che ha provocato almeno dodici morti.

sda-ats

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