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Le Nazioni Unite hanno violato il loro mandato di imparzialità nel conflitto in Siria, cedendo ai diktat e facendosi condizionare dal governo di Damasco su dove e come intervenire per l'assistenza umanitaria, negandola di fatto alle aree sotto controllo dei ribelli.

"Ha così contribuito indirettamente" alla morte di "migliaia di civili" siriani: l'atto d'accusa è contenuto in un rapporto stilato da 56 Ong umanitarie siriane pubblicato oggi su diversi media fra cui la Bbc.

L'Onu ha reagito, e il portavoce dio Ban Ki-moon, Stephane Dujarric ha tacciato il rapporto di voler "screditare il lavoro dei suoi operatori umanitari. "L'Onu non si è mai tirata indietro a denunciare le parti in conflitto, incluso il governo di Damasco, quando impediscono il lavoro umanitario delle Nazioni Unite in Siria", ha detto Dujarric.

Il durissimo rapporto, dal titolo "Taking Sides: The United Nations' Loss of Impartiality, Independence and Neutrality in Syria", al quale aderiscono le 56 ong, è stato promosso dall'organizzazione The Syria Campaign, con base a Beirut. Vi si legge che le Nazioni Unite "hanno permesso al governo siriano di dirigere gli aiuti da Damasco quasi esclusivamente verso le zone da esso controllate", e chi ne ha fatto le spese sono state le decine di migliaia di siriani dei territori assediati dalle forze lealiste.

Secondo la ricostruzione delle ong, malgrado i principi umanitari impongano l'imparzialità a chi distribuisce aiuti umanitari, l'Onu e altre organizzazioni umanitarie basate a Damasco si affidano alla Mezzaluna Rossa siriana, che è affiliata al potere. "Una volta che gli aiuti vengono alla mezzaluna Rossa siriana o ad altre agenzie, (l'Onu) ne perde il controllo", ha spiegato all'Associated Press Roger Hearn, di un'ong che opera in Siria.

Il rapporto scrive che "il governo siriano sa che non ci sono sanzioni per chi nega l'accesso ai territori che non controlla. Continuerà quindi a ricevere miliardi di dollari in aiuti Onu".

sda-ats

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