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Raqqa, l'autoproclamata capitale del cosiddetto 'califfato' in Siria, è stata sottoposta a "stato di emergenza" perché gli uomini dell'Isis si sentono minacciati e ritengono che sia imminente l'offensiva terrestre per snidarli: ne è convinto il Pentagono.

Il portavoce della missione americana contro l'Isis, Steven Warren, ha tenuto una teleconferenza da Baghdad in cui ha reso noto che l'intelligence ha rilevato che c'è stata "una dichiarazione di stato d'emergenza a Raqqa".

Secondo il portavoce, l'Isis si è reso conto delle manovre militari delle Forze Siriane Democratiche, il gruppo che combatte il gruppo fondamentalista e il Fronte al Nusra, e della coalizione a guida americana; e ora sta riposizionando le postazioni e i miliziani.

Tra l'altro, gli Usa danno ancora la caccia ad Abu Bakr al-Baghdadi, il terrorista iracheno che potrebbe essere tuttora a Raqqa o nei dintorni, anche se l'intelligence non ha cessato di cercare il 'califfo' anche altrove.

sda-ats

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