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Roger Koeppel

KEYSTONE/SIGGI BUCHER

(sda-ats)

Troppo grande, troppo potente e per di più ingorda. Questo il ritratto della SSR fatto oggi dall'UDC in vista del dibattito sul servizio pubblico che si terrà in parlamento nel corso della prossima sessione autunnale delle Camere federali.

Per i democentristi, la televisione pubblica dovrebbe limitarsi all'essenziale, lasciando in futuro più spazio ai privati. La soluzione ideale perseguita dall'UDC ricalca il modello britannico, con una tivù pubblica finanziata solo col canone e la pubblicità riservata ai privati.

In una breve conferenza stampa, il consigliere nazionale Roger Köppel (UDC/ZH) nonché editore e caporedattore della Weltwoche, ha criticato il corso espansionistico della televisione pubblica, diventata negli anni troppo grande e troppo potente. Non contenta di dominare l'etere con i suoi canali radio-tivù, la SSR si sta anche allargando su Internet. E come se ciò non bastasse, ha rincarato Köppel, intende cooperare assieme a Swisscom e Ringier in ambito pubblicitario.

Per Köppel non si tratta di sopprimere la SSR, ma di imbrigliarla. "L'offerta sui canali pubblici dovrebbero essere un complemento a ciò che offre il mercato, ma senza occupare una posizione dominante", ha sottolineato dal canto suo il consigliere nazionale UDC Jean-François Rime (FR).

Per i democentristi, la futura televisione pubblica dovrebbe quindi accontentarsi di diffondere programmi che il settore privato non vuole o non può produrre. Oltre a ciò, dovrebbe lasciare Internet ai privati. Vorrebbero inoltre dimezzare, portandolo a 200 franchi, l'attuale canone radio-tivù e ridurre il sovvenzionamento ai media.

sda-ats

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