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La morte di uno studente losannese di 16 anni in gita scolastica a Roma, l'8 aprile del 2014, è stata un incidente. È infatti confermata la tesi di "una ferita al cuore autoinflitta" durante il maneggio di un coltello.

Il dossier dell'indagine italiana, ricevuto recentemente dalle autorità vodesi, conferma la tesi dell'incidente: "Non è stata stabilita alcuna partecipazione di terzi", riferisce un comunicato odierno del Tribunale di minori, che ha chiuso l'istruttoria penale.

La vittima e due altri giovani del Collège de l'Elysée di Losanna avevano comprato la sera prima del dramma dei coltelli a farfalla. Il 16enne è deceduto nella sua camera per una ferita al torace, inflitta in circostanze non precisate.

Le autorità italiane hanno aperto un'inchiesta per omicidio colposo contro i quattro compagni del giovane presenti al momento dei fatti. Ciò - aveva spiegato un inquirente - a garanzia degli indagati e affinché fosse possibile effettuare una serie di accertamenti tecnici.

Anche le autorità vodesi hanno in seguito aperto un'inchiesta. Il diritto penale svizzero lo permette per avvenimenti all'estero che implicano vittime elvetiche. Nell'ambito dell'istruttoria sono stati ascoltati quattro compagni della vittima e un insegnate.

I vari elementi del dossier italiano non rivelano "alcun elemento in contraddizione con le spiegazioni fornite dai compagni di camera dell'allievo morto", precisa la nota del tribunale minorile.

sda-ats

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