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"Ero in buona fede, non aveva nessuna intenzione di violare la costituzione".

Così il presidente sudafricano Jacob Zuma si è difeso in diretta televisiva dallo scandalo che lo ha travolto dopo la sentenza della corte suprema che lo ha condannato a risarcire lo stato dei soldi utilizzati per trasformare la sua villa in un appartamento di lusso.

"Rispetto il verdetto del giudice e mi scuso. Questo giudizio ci servirà da lezione, usiamolo per rafforzare la nostra democrazia", ha aggiunto il presidente assicurando che pagherà per la ristrutturazione, ma ribadendo di non aver commesso "niente di illegale".

Da ieri le opposizioni premono per l'impeachment di Zuma e ne chiedono le dimissioni. Subito dopo l'intervento del presidente, il partito Alleanza Democratica ha rilanciato su Twitter la campagna '#ImpeachZuma!'. "Il rifiuto del presidente di dimettersi è un insulto a tutti i sudafricani che hanno sofferto per il fardello della corruzione. Il parlamento deve agire adesso", è stato l'attacco su Twitter del partito d'opposizione.

sda-ats

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