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Il presidente di Sunrise Peter Kurer.

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Sunrise lancia un nuovo appello in favore di una privatizzazione di Swisscom, attualmente detenuta per il 51% dalla Confederazione.

"Da un punto di vista liberale, ritengo che sia un errore quando il più grande fornitore è un'azienda dello Stato", rileva Peter Kurer, nuovo presidente del numero due elvetico delle telecomunicazioni, in un'intervista pubblicata oggi dalla Schweiz am Sonntag.

"La quota di mercato di Swisscom raggiunge attualmente il 60-80%, ciò che conduce a una posizione dominante e genera abusi", dice Kurer, per il quale questa situazione deve essere corretta.

Sono necessarie buone condizioni quadro e parità di trattamento tra tutti gli attori del mercato, aggiunge il presidente di Sunrise, per il quale la prossima revisione della legge sulle telecomunicazioni offre la possibilità di migliorare la situazione dal punto di vista della concorrenza. "È necessario in particolare estendere la regolazione dell'ultimo chilometro di fibra ottica. Attualmente è regolamentata solo la rete di rame", ricorda Kurer.

Il rischio di vedere Swisscom passare in mani straniere non è, ai suoi occhi, un argomento convincente contro la sua privatizzazione. Swisscom è gestita bene, la sua capitalizzazione in borsa resterebbe elevata anche senza una maggioranza del capitale detenuto dalla Confederazione, ritiene il numero uno di Sunrise.

Stando a un sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern su mandato del sindacato Syndicom e pubblicato la settimana scorsa, il 56% degli svizzeri è contrario a una privatizzazione di Swisscom. Solo il 12% è favorevole e il 17% potrebbe accettarla.

sda-ats

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