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Il Tribunale cantonale di Svitto ha confermato oggi le condanne inflitte in primo grado ai responsabili della truffa milionaria fatta dalla società di investimenti IPCO.

Sette anni di carcere all'imputato principale 45enne, ex proprietario della IPCO, e 24 mesi con la condizionale al suo coimputato 47enne, un ex gestore patrimoniale.

La vicenda IPCO è il più grave caso di truffa mai registrato nel canton Svitto. Fra il 1997 e il 2004 circa 650 persone avevano affidato complessivi 125 milioni di franchi alla società di investimento, che aveva sede a Pfäffikon (SZ). Questa prometteva tassi di rendimento annui a due cifre grazie a operazioni sul mercato delle divise. Ma invece di essere così investiti i soldi sono stati scialacquati all'estero.

Secondo quanto hanno potuto appurare gli inquirenti, dietro alla facciata rispettabile della IPCO non vi era alcuna attività economica. Il suo modello d'affari altro non era che il collaudato sistema di truffa piramidale noto come schema Ponzi - analogo alla "catena di Sant'Antonio" - che fa guadagnare i primi arrivati per lasciare sul lastrico tutti quelli che seguono. Le perdite per i clienti ammonterebbero a 67 milioni di franchi.

Al processo hanno preso parte 438 accusatori privati. Il Tribunale cantonale ha confermato oggi in appello, dopo i dibattimenti svoltisi un mese fa, la pena inflitta dalla Corte penale di Svitto nell'aprile 2013 ai due imputati, giudicati colpevoli di truffa per mestiere e altri reati. Ha tuttavia ritenuto prescritti i reati commessi prima della fine di maggio 2001, riducendo così il danno arrecato complessivo a 45 milioni di franchi.

sda-ats

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